Il Fertility Day e la difesa della razza

7-chili
Fertility day: una campagna partorita male
2 settembre 2016
banner-big-es
Il Salon Erótico di Barcellona contro l’ipocrisia
11 ottobre 2016
fertility-logo-home

Ma guarda un po’ se mi tocca difendere la Lorenzin.
Però -nonostante tutto il web sia in disaccordo con me- ci provo.

Andiamo per ordine.
La ministra partorisce (mai verbo fu più appropriato) l’infausta idea di lanciare il Fertility Day.
La prima campagna è un disastro. Sui social monta l’indignazione, capeggiata da Roberto Saviano.

Effettivamente l’invito a procreare in età giovanile, quando si è più fertili, suona un po’ paradossale nell’epoca dell’instabilità (lavorativa, sociale e intellettuale). E risulta anche offensivo per le (tante) coppie che vorrebbero un figlio e proprio non riescono.
Ma questa è un’altra storia, già abbondantemente dibattuta.

Quello che mi è saltato agli occhi è l’attacco all’ultima campagna del Ministero della Salute. C’è un’immagine pubblicitaria (brutta) in cui vengono evidenziati gli stili di vita positivi, contro quelli negativi.
Da un lato un gruppo di ragazzotti belli e abbronzati, dall’altro altri ragazzi intenti a fumare droghe.
Ok, il Ministero ci vuole dire che fumare (peggio se hashish) può contribuire all’infertilità. Non conosco i dati, ma ci può stare.

Però sul web è montata (ancora più feroce) una nuova polemica.
Per la bruttura dell’immagine? Per l’utilizzo di immagini prese da banche dati?
Niente di tutto questo.
La campagna sarebbe razzista.

Si sa, sui social chiunque si sente in diritto, anzi, si sente obbligato a dire la propria.
Citiamo, per tutti, il paladino della crociata anti-Fertility day.

Nero uguale cattivo?
Fammi riguardare l’immagine. Ah, è vero, sullo sfondo appare un ragazzo nero.
Poi c’è una ragazza coi rasta. Quindi deve essere nera anche lei. No, non è nera, ma fa niente.
La campagna è razzista. Così ha deciso il web.

Io invece, ci vedo “solo” dei ragazzi che fumano droghe.
E, a ben guardare, il nero è uno dei pochi che nemmeno la tocca la droga.

fertility-day-neri-cattive-compagnie-buone-abitudini-2

Chi è razzista a questo punto?

Se in una comitiva multirazziale, sempre più comune nelle nostre città, ci si sofferma sull’unico ragazzo di colore, tra l’altro nemmeno protagonista della fotografia, forse il razzismo è negli occhi di chi guarda.

Anche io mi sono indignato. Ma per la bruttezza della campagna.
Una campagna completamente errata, ideata male e realizzata peggio.
Per l’acquisto di immagini da banche dati (coi mega budget del Ministero è lecito aspettarsi degli scatti inediti). Per l’esecuzione grafica insulsa. Per un copywriting banale, didascalico e senza senso.

E poi, a dirla tutta, la foto che mi ha turbato di più è la prima.
No, non perché sono ariani (i classici ragazzi americani alla Baywatch).
Semplicemente perché finta, artefatta. Un’immagine più adatta ad un sito per scambisti.
I quali, a ben pensare, sarebbero ottimi testimonial del fertility day.

Francesco Gaetano Caolo
Francesco Gaetano Caolo
Web marketer, esperto SEM e Social Media, copywiter e -ormai a tempo perso- giornalista. Cerco di non rimanere mai senza parole per non rimanere senza lavoro. Amo l’internet perché è vera vita e non second life.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *