Melegatti, l’omofobia e il pandoro di Scanu. Storia di un’inspiegabile gaffe social

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Sei un social media manager e sei in cerca di un lavoro?
Fossimo in te invieremmo immediatamente il curriculum vitae a Melegatti.

No, non è la solita battuta da SMM nerd, al cospetto di clamorosi epic-fail da parte di note aziende sui social network. Stavolta Melegatti ha davvero sollevato dall’incarico l’agenzia che curava i suoi account social.

Facciamo un po’ di chiarezza sull’accaduto
Oggi Melegatti è stata artefice di una clamorosa gaffe su Facebook.
Non parliamo del Pandoro firmato Valerio Scanu, quello è reale (anche se in limited edition per i fan).

Stamane, i social media manager hanno ben pensato di dare il buongiorno ai fan con questa immagine.

melegatti-epic-fail

Un messaggio chiaramente omofobo che ha fatto immediatamente irritare fan, personaggi noti (l’onnipresente Selvaggia Lucarelli prima di tutti) e meno noti.
Personalmente siamo rimasti colpiti anche dall’uso disinvolto della punteggiatura.
Perché le virgolette?

Immediato il dietrofront e le scuse di Melegatti (a mezzo Facebook ovviamente).

Infine una considerazione (che non è ironica, anche se lo sembrerà).
A pochi giorni dal lancio del già citato Pandoro firmato Scanu, che sull’ambiguità sessuale ci ha sempre giocato, come diavolo è venuta in mente una battuta(ccia) omofoba del genere?
Chiuse virgolette”.

 

UPDATE

La sagra degli errori sembra non aver fine in Melegatti.

Qualunque attento osservatore dei Social Network sa quanto sono odiosi (e dannosi) i commenti di account fake, nati apposta per lodare il marchio, il prodotto o il ristorante di turno. Meglio metterci la faccia, sempre.

Ma in Melegatti sono andati oltre. Sotto l’ormai noto post di scuse, si sono susseguiti numerosissimi commenti. Qualcuno negativo. Molti, moltissimi ironici. Pochi solidali.

Ecco, allora, il colpo di genio.

Il Direttore Marketing di Melegatti (non lo stagista di turno, che probabilmente sarebbe stato più sveglio, proprio il Direttore Marketing) ha ben pensato di commentare auto-lodandosi, fingendosi un utente qualsiasi.
Ovviamente sono passati pochissimi minuti e l’identità lavorativa di Giorgio Serafini è stata svelata.

Ennesima figuraccia, che a poco più di un mese dal Natale, il re dei Pandori si sarebbe evitato volentieri.

Inutile il tentativo in extremis di salvare la faccia, cancellando il commento incriminato.
Ma, su queste cose, il web ha memoria eterna e non perdona.

Screen shot da http://brandpositioningitalia.com/melegatti-puo-essere-salvata-mentre-distrugge-il-suo-brand/

Screen shot da http://brandpositioningitalia.com/melegatti-puo-essere-salvata-mentre-distrugge-il-suo-brand/

 

UPDATE #2

A proposito dell’ambiguità di Valerio Scanu, mi è stato segnalato oggi questo video.

Uno spot, sempre per Melegatti, in cui il cantante dà il “meglio” di sé alternando dubbie doti recitative a humor da cinepanettone (o cinepandoro, se preferite).

Francesco Gaetano Caolo
Francesco Gaetano Caolo
Web marketer, esperto SEM e Social Media, copywiter e -ormai a tempo perso- giornalista. Cerco di non rimanere mai senza parole per non rimanere senza lavoro. Amo l’internet perché è vera vita e non second life.

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